Alba, 19 giugno 2026
Oltre 600 ospiti hanno partecipato al Teatro Sociale di Alba all’assemblea 2026 di Confindustria Cuneo e Confindustria Piemonte dal titolo Made in Italy, Made in Piemonte. L’industria che fa la storia. Dopo quella organizzato con Confindustria Novara Vercelli e Valsesia nel 2025, Confindustria Piemonte ha scelto quindi nuovamente di affiancare una territoriale all’assemblea annuale per rafforzare il legame tra rappresentanza regionale e sistemi produttivi locali.
Dopo l’apertura dei lavori affidata al direttore generale Giuliana Cirio e il segretario generale Paolo Balistreri, ha portato il suo saluto il sindaco di Alba, Alberto Gatto. Il programma ha poi visto l’intervista al presidente nazionale di Confindustria, Emanuele Orsini da parte di Andrea Bignami. A seguire un talk dedicato al ruolo dell’industria piemontese dentro le trasformazioni economiche, tecnologiche e geopolitiche in corso cui hanno preso parte il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, il vicepresidente di Confindustria con delega all’aerospazio, Giorgio Marsiaj, e il presidente e amministratore delegato de La Stampa Sae, Alberto Leonardis. A seguire Marco Fortis, direttore della Fondazione Edison, ha analizzato l’andamento del quadro economico con l’Italia tornata a crescere negli ultimi anni, e con il Piemonte che mantiene ancora un ruolo centrale nel sistema produttivo italiano, grazie a 164 miliardi di Pil nel 2024, oltre 35 miliardi di valore aggiunto dell’industria in senso stretto, una forte vocazione all’export manifatturiero e posizioni di vertice in comparti come gomma, aerospazio, tessile, componentistica auto, macchine di impiego generale, alimentare e bevande.
Il presidente Andrea Amalberto nella sua relazione ha richiamato il valore dell’export piemontese, la necessità di rafforzare investimenti e consumi e il ruolo del Made in Piemonte come piattaforma di prodotti, processi e competenze. “Noi imprenditori possiamo rispondere investendo ancora di più in prodotti e processi, ovvero nel cuore di quel Made in Piemonte cui abbiamo intitolato la nostra Assemblea 2026. Ma perché questa spinta possa tradursi in crescita servono condizioni adeguate: energia a costi competitivi, infrastrutture efficienti, competenze, innovazione e una pubblica amministrazione capace di accompagnare chi investe” ha dichiarato Amalberto. “Il Piemonte ha una vocazione industriale forte, un sistema manifatturiero aperto al mondo e filiere capaci di competere sui mercati internazionali. Il nostro compito è difendere questa capacità produttiva e renderla più forte, sostenendo tecnologia, sostenibilità e cultura d’impresa” ha aggiunto.
Nell’analisi di Fortis, particolare attenzione è stata dedicata alla provincia di Cuneo e proprio partendo da questi dati ha preso le mosse l’intervento del presidente di Confindustria Cuneo, Mariano Costamagna. “Cuneo non è soltanto una terra di eccellenze riconosciute: è una delle aree produttive più solide del Paese. Sono numeri importanti, ma prima ancora sono la fotografia di una provincia che produce, compete e tiene anche nei passaggi più difficili” ha affermato. Costamagna ha quindi collegato il tema dell’Assemblea alla storia produttiva del territorio: “Non basta avere fatto la storia. Bisogna continuare a scriverla. E per farlo serve squadra». Un passaggio è stato dedicato anche al ruolo dell’associazione e alla partecipazione degli imprenditori alla vita associativa: «Da soli possiamo fare molto nelle nostre aziende; insieme possiamo incidere sulle condizioni che permettono alle aziende di crescere. Il tempo dedicato all’associazione è tempo restituito alla comunità industriale”.
In conclusione, lo storico Pierangelo Gentile e l’attore Paolo Tibaldi sono stati protagonisti dell’intervento ‘L’industria che fa la storia’, un racconto tra memoria, lingua, lavoro e trasformazioni produttive del Piemonte, capace di collegare agricoltura, manifattura, formazione tecnica, industria alimentare, meccanica e cultura del fare.
Ufficio stampa Confindustria Piemonte
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