Indagine congiunturale III trimestre 2019

 

La consueta indagine congiunturale trimestrale, realizzata da Confindustria Piemonte, registra un indebolimento del clima di fiducia. Rispetto a marzo, peggiorano le attese su produzione, ordini, export, con indicatori che si si avvicinano al punto di equilibrio tra previsioni di crescita e di contrazione dell’attività. Le indicazioni delle imprese sono in linea con la fase di stagnazione descritta dai più recenti dati sull’economia italiana: Pil, produzione industriale, costruzioni, consumi.

L’indagine di giugno accentua, rispetto ai trimestri precedenti, la netta dicotomia tra settore manifatturiero e terziario. Nel caso del manifatturiero, infatti, gli indicatori relativi a produzione, ordini, export peggiorano di 5-7 punti rispetto a marzo, ritornando su valori negativi. Nel terziario, al contrario, le imprese esprimono valutazioni decisamente ottimistiche, con indicatori allineati a quelli di marzo e dicembre. Il disallineamento tra manifattura e terziario in qualche misura sorprende, e non potrà che chiudersi nei prossimi mesi.

D’altra parte, anche nell’industria manifatturiera le valutazioni delle imprese escludono che sia iniziata una fase di recessione. Restano infatti solidamente attestati su valori positivi gli indicatori consuntivi: il tasso di utilizzo degli impianti è fermo al 75% - livello sicuramente elevato. Stabile è il ricorso alla CIG, su livelli modesti anche se in modesto aumento rispetto allo scorso anno; stabili sono anche gli investimenti, programmati da un quarto delle aziende. Non peggiorano le previsioni sull’occupazione, stabile o in lieve aumento. Infine, non aumentano i ritardi nei pagamenti e non si indebolisce la composizione del carnet ordine.

In sintesi, l’indagine delinea una fase di navigazione a bassa velocità, con molte incertezze. Non possiamo parlare di recessione ma non è neppure realistico attendersi un rilancio della crescita nei prossimi mesi: non ve ne sono le condizioni e le possibilità. D’altra parte, è ragionevole prevedere che a breve il terziario si debba allineare al clima di fiducia del manifatturiero, con un conseguente e piuttosto sensibile peggioramento dell’indicatore composito (manifattura+servizi).

«L’indagine di giugno evidenzia come le nostre aziende si trovino in una fase di stagnazione di natura non soltanto congiunturale - commenta Fabio Ravanelli, Presidente di Confindustria Piemonte. Gli indicatori a consuntivo (CIG, tasso di utilizzo degli impianti, investimenti) restano su livelli solidi, escludendo una svolta recessiva, almeno nell’immediato; ma il clima di fiducia si va indebolendo da alcuni trimestri. Spicca la grande e crescente dicotomia tra manifatturiero e servizi, settore dove le attese restano positive. Questo divario tuttavia è inevitabilmente destinato a ridursi nei prossimi mesi. È difficile aspettarsi – conclude Ravanelli - che questo periodo di difficoltà ed esposto a rischi rilevanti possa essere superato nel breve termine.».

«Tutti i dati più recenti (produzione industriale, occupazione, export) mettono in luce come l’economia piemontese stia marciando a una velocità inferiore a quella delle altre regioni del nordovest - commenta Dario Gallina, Presidente di Unione Industriale Torino. Questo preoccupa in una situazione di navigazione a velocità di crociera, ma diventa ancor più critico nella prospettiva di stagnazione o recessione. Influiscono sulla nostra performance il maggior peso dei settori al centro della crisi: l’automotive in primo luogo, ma anche la meccatronica, che nella nostra indagine mostra un brusco, marcato peggioramento del clima di fiducia. Sarà cruciale concentrare le risorse disponibili su pochi obiettivi strategici e non sprecare le opportunità di sviluppo, non dimenticando il ruolo di traino della manifattura».

 

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Commissione Europea

 
 
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